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EFI in Tour, buone pratiche ed esperienze concrete per battere la “recessione emotiva” in azienda
Il mondo del lavoro è colpito da una vera e propria “recessione emotiva”? Un termine forte, quello emerso nella tre giorni di EFI in Tour, evento itinerante che ha toccato Milano, Bologna e Treviso dal 17 al 19 febbraio. Alla base della “diagnosi” ci sono i dati, presentati alla tappa bolognese, tratti dal rapporto “State of the Heart” di Six Seconds, secondo i quali dal 2019 al 2023 i punteggi medi globali di intelligenza emotiva sono diminuiti del 5,54%. Questo fenomeno è caratterizzato da un aumento del burnout e da un calo del benessere generale, con un declino del 5,3% negli ultimi quattro anni. Particolarmente colpita è la Generazione Z, con il 53,7% dei giovani lavoratori che riporta bassi livelli di soddisfazione, esponendoli a un rischio elevato di disimpegno e burnout. In linea con questi dati anche l’European Workforce Report 2025 per cui il 50% dei lavoratori europei si sente sottovalutato, e solo il 42% crede che la propria azienda supporti realmente il benessere.
«Oggi non basta più parlare di welfare aziendale, serve un cambio di paradigma: il lavoro non può essere una fonte di malessere», ha detto Kevin Giorgis, presidente di EFI – Ecosistema Formazione Italia, intervenendo al secondo degli incontri “Benessere in azienda: Best practice per prendersi cura delle persone” al Palazzo della Cooperazione di Bologna. «Le aziende devono comprendere che il benessere non è un costo, ma il più grande moltiplicatore di valore».
Tre appuntamenti a cui hanno preso parte esperti di risorse umane, rappresentanti di aziende leader in Italia e professionisti del settore per discutere di una delle sfide più urgenti del mondo del lavoro contemporaneo: il benessere emotivo e organizzativo dei dipendenti. Tra le imprese rappresentate c’erano Bonfiglioli, Amadori, Philip Morris, Gruppo Hera, Jakala, Arper, NT Group che hanno condiviso le loro best practice.
Mauro Giustozzi, Direttore Generale di UnitelmaSapienza, ha ribadito come il benessere aziendale sia oggi un fattore decisivo per attrarre e mantenere i talenti migliori: «Il benessere aziendale è oggi un tema centrale per le imprese di ogni settore, in quanto ha un impatto diretto su produttività, engagement dei dipendenti e attrattività dell’azienda nel mercato del lavoro. Il futuro vedrà una crescente attenzione verso il benessere psicofisico e l’equilibrio tra lavoro e vita privata, con un ruolo sempre più centrale della tecnologia e delle politiche aziendali inclusive. La nostra università già da anni investe in questo senso, nel quadro di una migliore integrazione tra tecnologia e benessere, per un ambiente di lavoro e di studio sano, produttivo e motivante per docenti, ricercatori, personale amministrativo e studenti».
«Un’azienda che non investe sul benessere è destinata a perdere i suoi talenti migliori», ha detto Fabio Cutrera, CEO di OMM business, tra i partner di EFI in Tour. «Non è questione di etica, ma di numeri: senza persone motivate e in salute, nessun business è sostenibile».
In questo quadro non brilla l’Italia, dove risulta che solo il 43% dei lavoratori consideri il proprio ambiente di lavoro ottimo, contro una media UE del 59%. Un fallimento etico, ma anche economico, perché il costo medio di una persona che lascia l’azienda corrisponde al 60% della sua retribuzione annua. Per un’impresa di 300 dipendenti con un turnover del 12%, questa cifra corrisponde a 760.000 euro totali annui. Per contro, le aziende che investono nel benessere registrano una produttività superiore del 25% rispetto a quelle che lo trascurano.
L’European Workforce Study 2025 di Great Place to Work conferma l’importanza di una leadership ad alta fiducia sia fondamentale per il successo aziendale: le organizzazioni con leader che incarnano valori di rispetto, equità e credibilità registrano una soddisfazione dei dipendenti superiore dell’89%, rispetto al 4% delle aziende con una leadership carente.
EFI in Tour nasce per indicare il problema, ma soprattutto per fornire soluzioni dando risalto alle buone pratiche di già per tempo ha investito in una cultura aziendale che ponga come elemento primario il benessere delle persone, attraverso una leadership empatica, politiche di inclusione e un approccio flessibile al lavoro.
Tra le soluzioni presentate ci sono quelle proposte da OMM Business, che propone format incentrati sulla meditazione, Mental Coach 6più, per la gestione dello stress e della motivazione attraverso il ripristino della più antica competenza dell’essere umano, il movimento, sia esso nella forma più spontanea come il camminare che attraverso la corsa. E ancora, Il Sogno di Agrado di Awair, un percorso di ascolto che punta sul concetto di autenticità per la creazione di ambienti di lavoro armoniosi attraverso il design e il benessere psicofisico. Perché il futuro del lavoro appartiene a chi mette le persone al centro.